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I suoni che ci circondano

L'ambiente che ci circonda è pieno di suoni provenienti sia dalla natura sia dalle cose artificiali. Per dire qualcosa di significativo riguardo i suoni intorno a noi, dobbiamo cominciare col pensare al perché noi abbiamo bisogno delle orecchie.



Le nostre orecchie sono sempre "accese". Ci svegliamo se qualcuno urla nelle nostre orecchie, ma non se qualcosa si muove davanti ai nostri occhi chiusi. Quando le orecchie danno un segnale, il corpo reagisce e diventa vigile. Il nostro apparato uditivo non è cambiato significativamente da quando siamo scesi dagli alberi e ci siamo trasferiti nelle savane in Africa; situate su entrambi i lati della nostra testa, le nostre orecchie, ci permettono di distinguere da quale direzione il suono proviene, incluso dietro di noi.



Gli occhi umani invece, posti nella parte frontale, ci permettono di vedere solo quello che si trova davanti a noi, sebbene allo stesso tempo ci consentano effettivamente di afferrare e mantenere le armi. L'udito è anche una parte integrante dell'istinto di sopravvivenza del genere umano; ci dicono se dei lupi sono nelle vicinanze, per esempio; se sono vicini, immobili o in movimento, se stanno avvicinandosi o accerchiandoti; forse non ci sono affato lupi, bensì qualcosa d’inoffensivo come il fruscio delle foglie nel vento oppure qualcosa di commestibile. C'e' pericolo anche nei suoni prodotti da altre persone, e le orecchie aiutano a distinguere se i loro movimenti sono innocenti o premeditati e attenti.

Le orecchie sono collegate in modo che i segnali forti giungano per primi al cervello, per assicurare che le informazioni importanti siano ricevute. In altre parole, se qualcosa di grosso si avvicina nel bosco, il cervello in primo luogo da’ importanza a questo suono invece di valutare l'origine di un eventuale lieve fruscio, anche se quest’ultimo fosse arrivato prima temporalmente.

La natura è piena di suoni che ci dicono cosa succede intorno a noi, cosa è sicuro o pericoloso. Le persone che vivono in California ad esempio, probabilmente reagiranno velocemente ad un profondo suono rombante perché loro sanno come suona un terremoto. Le nostre orecchie ci danno la consapevolezza di quello che è intorno a noi con suoni che influenzano lo stato d'animo e l'umore, a prescindere da dove si vive o quali suoni per noi hanno un senso di familiarità. La musica di sottofondo con suoni dello sciabordio dell'acqua sulla spiaggia, per esempio, crea un senso di benessere; mentre suoni di sveglie, freni e sirene segnalano l’importanza di rimanere vigili. Abbiamo bisogno di capire e riconoscere i suoni, di sapere ciò che li crea.
La musica elettroacustica gioca su questa esigenza. Gli ascoltatori che non hanno familiarità con questa musica probabilmente proveranno disagio nel non sapere esattamente cosa ha generato quei suoni che ascoltano riempendo lo spazio con il loro proprio contenuto e significato.

Forse non ci pensiamo molto spesso, ma in realtà incontriamo di continuo suoni di un certo tipo o di un altro. Potremmo pensare di usare una classe di musica solamente per ascoltare in silenzio, con gli occhi chiusi, per poi annotare tutti i dettagli di quello che si è ascoltato oppure di fare una "passeggiata sonora" e seguire quei suoni che ci sembrano più interessanti. O forse registrare dei suoni su un registratore e fare qualcosa con essi al computer? Creare un nuovo viaggio sonoro...